L’immaginario contemporaneo di Marco Tamburini

Il trombettista e compositore Marco Tamburini approda a Umbria Jazz con il suo nuovo progetto, Contemporaneo Immaginario, in contemporanea uscita con l’etichetta Note Sonanti, distribuzione EGEA. Disponibile da questo mese anche il cd di First Take (Caligola Records 2011), improvised scoring sulle immagini di Sangue e Arena di Fred Niblo (dvd edito nel 2010 da Ermitage/Medusa)

31 maggio 2011 – E’ un anno importante, questo 2011, per il trombettista Marco Tamburini che presenta, il 13 luglio a Umbria Jazz (Teatro Pavone di Perugia, ore 16.30), Contemporaneo Immaginario, nuovo progetto con una formazione che comprende il suo trio, Three Lower Colours (Stefano Onorati, pianoforte e live electronics, Stefano Paolini, basso e live electronics, Marco Tamburini, tromba e live electronics) e il Vertere String Quartet (Giuseppe Amatulli primo Violino, Rita Paglionico secondo Violino Domenico Mastro Viola Giovanna Buccarella violoncello), registrato per Note Sonanti e disponibibile, da metà giugno, nel circuito di distribuzione Egea.

Reduce del tour di presentazione di un altro progetto, First Take, in questi giorni in scena a Asoli Piceno (3 giugno), a Pordenone (Cinema Zero, 6 giugno), a Rovigo (Venezze Jazz Festival, 9 giugno), il trombettista originario di Cesena, coglie l’occasione del prossimo debutto per fare il punto sul suo percorso artistico. Dai suoi primissimi concerti dopo il diploma di Conservatorio alla scoperta del jazz, dalle prime collaborazioni fondamentali - con Paul Jeffrey, Marcello Tonolo tra gli altri -  alla registrazione di Two days in New York (2004), e fino al sound, sempre più personale, che lo caratterizza oggi. “ è successo che, dopo aver scoperto e amato il jazz americano, mi sono innamorato del jazz europeo, di un certo gusto per la ricerca acustica ed elettronica, un po’ nordico, racconta Tamburini, e che mi sono ancor più (di quanto non fossi negli anni della mia formazione, che è classica) innamorato degli archi e della composizione, fattore che accompagna oggi tutte le mie scelte musicali, in primo luogo quelle che compio da trombettista. È questa la mia ottica nel fare musica, quella del compositore che, non solo mette alla prova le potenzialità armoniche e melodiche dell’elaborazione testuale, indaga potenzialità e limiti degli strumenti che utilizza”.

 

Tracciando uno scorcio di quello che ci attende a Perugia, Tamburini anticipa: “In Contemporaneo Immaginario, ho voluto dare corpo al mio immaginario musicale odierno:  differenti piani sonori che si fondono sound elettro-acustico coinvolgente, ricco di colori e d’atmosfere fantasiose, rivolto alla contemporaneità. L’elettronica che viene usata da tutti i componenti trio, è sempre intessuta, in un fitto lavoro di composizione, arrangiamento e improvvisazione, alla trama acustica del quartetto d’archi. Credo sia questa la trama del viaggio in cui vorremmo portare gli ascoltatori, attraverso territori sconosciuti. L’aria, sarà il nostro mezzo di trasporto.”

In questi stessi giorni, troveremo quindi sugli scaffali dei migliori negozi di dischi anche First Take (Caligola Records), vero e proprio capolavoro nel suo genere: inciso con la formazione Three Lower Colours, l’album raccoglie i brani realizzati per la sonorizzazione del film muto Sangue e Arena di Fred Niblo (1922). Nel dvd del film edito nel 2010 da Ermitage e prodotto da Gianni Salvioni, il trio vede la partecipazione speciale Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, grande estimatore di Tamburini che ha scritto per lui numerosi arrangiamenti in passato. Il dvd, distribuito da Medusa, è ora reperibile anche in edicola.

Racconta Tamburini: “E’ stato emozionante assaporare le immagini d’altri tempi di questa suggestiva pellicola e tentare di valorizzarle. Le melodie sono sgorgate ininterrottamente, dall’inizio alla fine del film, e registrate – davvero - al first take. Lavorare alla sonorizzazione di un capolavoro del muto vuol dire essere avvolti nel magico mondo di un’intesa che dev’essere perfetta tra attesa, magia, coesione e anima.”

Marco Tamburini, trombettista jazz, compositore, arrangiatore e sperimentatore elettronico, ha lavorato con alcuni dei più rilevanti nomi del panorama jazz internazionale, da Marcello Tonolo, Danilo Rea, Dado Moroni, Paolo Fresu, Enrico Rava e Stefano Bollani a Eddie Henderson, Paul Jeffrey, Ray Drummond, Billy Hart, Gary Bartz, Slide Hampton, Christian Escoudé, Cameron Brown. Entusiasta docente e responsabile del dipartimento jazz di uno dei conservatori italiani più attivi del settore (il Venezze di Rovigo), è anche un musicista eclettico, avvezzo alle incursioni in territorio classico e nel pop. Con la sua sezione di fiati ha infatti accompagnato George Michel e Grace Jones in occasione del Pavarotti International edizioni 2000 e 2004. E’ attivo, da più di vent’anni, con progetti originali, sulla scena del jazz italiano e internazionale. Il suo swing, elegante e non convenzionale, la fluidità e imprevedibilità delle sue scelte armoniche e sonore fanno di lui il rappresentante di una generazione di musicisti jazz europei di primo piano.

Leggi la biografia di Marco Tamburini

Three Lower Colours ovvero il rosso, l’arancione e il giallo. I tre colori di bassa frequenza che, fin dall’antico Egitto, nella cromoterapia assumono il significato di naturale equilibrio. Leader del gruppo è Marco Tamburini, trombettista e compositore versatile ed eclettico, capace di spaziare con disinvoltura dal jazz alla classica al pop. Al suo fianco, in questa inusuale formazione bassless, l’affiatata coppia ritmica formata dal pianista Stefano Onorati e dal batterista Stefano Paolini. La vocazione innovativa della band si riflette innanzitutto in uno spiccato interesse per le sonorità elettroniche e, in secondo luogo, nella scelta di un repertorio particolarmente ricco ed eterogeneo, che alterna alla maggior parte delle composizioni originali, brani di electric jazz, pop internazionale ed etnico.

VERTERE STRING QUARTET
Giuseppe Amatulli – Violino
Rita Paglionico – violino
Domenico Mastro – viola
Giovanna Buccarella – violoncello

Il Vertere String Quartet nasce nel 2003 dall’incontro di quattro musicisti pugliesi diplomati presso i Conservatori di Bari, Lecce e Monopoli e perfezionati tra la Scuola di Musica di Fiesole, la Scuola Superiore Internazionale di Duino e l'Accademia Chigiana di Siena.

“Vertere” significa mutare, cambiar di forma: questa è la filosofia del quartetto, essere camaleontici, modellare il suono, dargli vita. Il quartetto ha un repertorio che spazia dal periodo classico al contemporaneo e ha registrato tre CD: “Nahuel” con Javier Girotto (Il Manifesto), “Coloriade” con il Pasquale Mega Ensemble, feauturing Javier Girotto & Marco Tamburini (DodiciLune), "Sine Nomine" con Daniele di Bonaventura distribuito (Harmonia Mundi).
Il Vertere ha inoltre registrato un dvd con Paolo Fresu e il quintetto italiano, progetto interamente dedicato alla Lucania, per l’Onyx Jazz Club di Matera.
In uscita per l’estate 2011 altri due lavori discografici: “Vera Cruz” con il chitarrista brasiliano Robertinho De Paula (Dodicilune), e “Contemporaneo Immaginario, con Marco Tamburini & THREE LOWER COLOURS (Note Sonanti).
I componenti del quartetto, singolarmente presi, hanno registrato complessivamente 12 cd, in varie formazioni. In ambito classico, collaborano con le maggiori orchestre sinfoniche italiane. In ambito jazz e pop, i musicisti vantano collaborazioni con artisti di calibro internazionale, registrazioni in veste di partner e sideman per noti studi di registrazione, partecipazioni a trasmissioni televisive Rai e Mediaset.

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